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 AMT-ERTL 1:25 - GM XP755 CORVETTE MAKO SHARK

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nonsolomodellini
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MessaggioTitolo: AMT-ERTL 1:25 - GM XP755 CORVETTE MAKO SHARK   Ven 20 Apr 2018 - 23:42

LA VETTURA
GM XP755 - Corvette Mako Shark

Questa vettura ha una madre e un padre: la Corvette SS XP64 del '56 e Bill Mitchell. La prima perchè da lei ha origine tutta la dinastia delle Corvette "speciali"; il secondo perchè a lui si deve l'ideazione di una Corvette che prendesse spunto da una specie specifica di squalo, il Mako appunto.

La SS nasce grazie a Zora Arkus-Duntov (nato Zachary Arkus), ingegnere belga, trapiantato in america dopo vicissitudini varie,fulminato dalla presentazione della EX122, la prima Corvette, al Motorama del 1953. Zora si propose, allora, alla GM, con un programma evolutivo sulla motoristica della Corvette e fu talmente convincente che venne assunto. In breve tempo convinse i vertici dell'azienda che con la vettura di serie era impossibile contrastare lo strapotere di Ferrari e Maserati alla 12 ore di Sebring e si gettò nella progettazione della XP64.
Ne venne fuori un oggetto strabiliante, tecnicamente e stilisticamente, che dette il via ad una serie di Corvette Speciali delle quali la "nostra" Mako Shark è parte integrante.


GM XP64 - Corvette SS

Per la cronaca, la SS non otterrà mai i risultati sperati a causa di ripetuti guai meccanici, pur dimostrando elevatissime doti prestazionali prima di venire accantonata definitivamente di lì a poco, nel 1957, quando la GM decise di eliminare dal proprio portafoglio qualsivoglia impegno a sfondo racing.
Nel 1959 le prime avvisaglie di ciò che accadde a breve termine si ebbe con la XP87, la Stingray Racer, che l'allora vice presidente del settore design, Bill Mitchell, sviluppò col suo team, all'insaputa dei vertici dell'azienda, nel famoso "studio X": uno scantinato adibito a "officina delle idee".


GM XP87 - Corvette Stingray Racer

La vettura era una sorta di Fenice risorta dalle ceneri della XP64 alla cui progettazione partecipò, stilisticamente, anche Larry Shinoda, che sarà in seguito il firmatario delle stilo della Mako Shark
Dopo prototipi d'altro tipo si giunse al 1961 e all'idea di Mitchell di trasferire le linee dello squalo Mako, e in particolare la colorazione, su un nuovo progetto automobilistico; lo stesso Mitchell ne aveva catturato un esemplare e lo aveva, in bella vista, esposto nel suo ufficio.
Il progetto si basò ancora una volta su precedenti progetti (XP700) ma lo stlista Shinoda, pur riproponendo stilemi già percorsi, concepì ancora una volta una strabiliante concept, la XP755. Riuscì anche a portare a compimento con risultato eccellente l'effetto richiesto da Mitchell, quello di ricreare la colorazione naturale dello squalo Mako: l'auto è azzurra con la sfumatura bianca sulla "pancia".
Il prototipo originario, quello presentato nel '61, era provvisto di cupolino trasparente e specchio retrovisore a periscopio.


GM XP755 - Corvette

In seguito l'auto venne riproposta in veste "cabriolet" con differente cofano anteriore e interni rivisitati. Venne, inoltre, rinominata Mako Shark (poi ancora Mako Shark I quando venne proposta la Mako Shark II - XP830 nel 1965).


GM XP755 - Corvette Mako Shark

Nel frattempo, tutta questa serie di prototipi, darà vita alle Corvette di serie, a partire dalla C2, e segnerà il corso della Corvette, e perciò della storia dell'automobile, per decenni, se non per l'eternità.


AMT-Ertl

La AMT - Aluminum Model Toys - produce modelli promozionali in scala 1:25 dal lontano 1948; inizialmente in alluminio e con l'utilizzo delle vernici originali dei modelli riprodotti ed in seguito, a partire dagli anni '60, in plastica precolorata (in alcuni casi sono state utilizzate le vernici originali anche per questi modelli).
I modelli proposti hanno interessato tutti i maggiori produttori automobilistici americani, tra auto e camion, compresi veicoli custom o tratti da film televisivi e cinematografici.
Dopo varie successioni la AMT venne acquisita dal marchio Ertl nel 1983. Anch'essa americana mantenne, fortunatamente, la produzione dei modelli in plastica della AMT, sia "finiti" che in kit.
Oggi sono entrambe parte del megagruppo giapponese Takara-Tomy.
I modelli della AMT erano destinati in origine alle concessionarie, agli showroom, e ai "Garage" delle case automobilistiche, che li usavano come gadget promozionali o regali per i loro clienti.
Erano commercializzati sia già completati, o preassemblati, che in kit, e in alcuni casi con aggiunta di motori a molla. I primi modelli in plastica avevano particolari in alluminio, evidente riflusso dei primordi, sostituiti poi da parti in plastica cromata. Col tempo suscitarono ampio interesse modellistico ed entrarono nella cerchia dei collezionabili. Oggi, i modelli di quegli anni, hanno un discreto valore sul mercato delle aste modellistiche.

Per avere un più ampio spettro di informazioni riguardo al marchio AMT leggere al link seguente: https://en.wikipedia.org/wiki/Aluminum_Model_Toys


IL MODELLO

Questo modello riproduce la versione "cabriolet" della XP 755, quella presentata in un secondo tempo e nominata Mako Shark, con variazioni che riguardavano il cofano anteriore e gli interni.
Confrontando il modello con le foto della vettura reale sembra possibile affermare che la riproduzione in scala è azzeccata, sia nelle linee generali, ovvero nel rispetto dei volumi stilistici, sia nei particolari, che appaiono ben definiti, ivi compresa la famosa verniciatura sfumata che riprende la tipicitàa dello squalo Mako.
In altre parole questo AMT/Ertl, come anche gli altri modelli della stessa serie, mantiene inalterate tutte le principali caratteristiche dei suoi avi nella configurazione più semplice: è un modellino in plastica in scala 1:25, privo di aperture, senza ruote sterzanti e senza "fronzoli" ma, come i predecessori, ha una notevole qualità costruttiva e, cosa assai importante, è una riproduzione assai fedele nelle forme e nei particolari primari; ha, inoltre, una riproduzione dettagliata del fondino, particolare non trascurabile visto che per avere lo stesso risultato, normalmente, bisogna andare su prodotti di costo assai più elevato.
Il mercato di questi modellini è quasi esclusivamente americano, o giù di lì (le vetture riprodotte del resto sono tutte yankee), e il costo al quale è possibile acquistarli è spesso inferiore a quello di un giocattolo per bambini (seppur negli ultimi tempi i costi di spedizione dagli USA siano divenuti proibitivi e ne rendano quasi impossibile l'acquisto).
Facile intuire che è una collezione economicamente possibile, tecnicamente interessante e sicuramente esente da possibile metalfatigue (of course!); semprechè piacciano le vetture americane e si superino i preconcetti della plastica
e delle aperture ... chiuse   Wink - Occhiolino
























_________________
obsoleto: (agg.) - nato entro l'anno del festival di Woodstock
alcuni pospongono la data di 15 anni ma confondono Wood...stock69 (festival della musica) con Stock84 (festival del superalcolico)!!
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