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 Porsche 911 Carrera RS 2.7

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nonsolomodellini
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MessaggioTitolo: Porsche 911 Carrera RS 2.7   Gio 15 Nov 2012 - 19:41






L'auto

Modello: Porsche 911 Carrera RS (RennenSport)
Anno: presentata a Novembre 1972 come modello facente parte della nuova gamma 1973 (per questo motivo si trovano date discordanti circa la sua data di nascita; da notare che quest'anno è stato festeggiato il suo quarantennio ... Wink - Occhiolino )
Caratteristiche principali: motore posteriore a sbalzo a 6 cilindri orizzontali contrapposti (con schema boxer), cilindrata 2687cc, 210cv a 6300 g/min, monoalbero a camme in testa, due valvole per cilindro, canne cilindri trattate al nikasil, raffredamento ad aria a circolazione forzata, alimentazione ad iniezione meccanica. Trazione posteriore, cambio meccanico a 5 velocità più retromarcia. Freni idraulici a disco e ventilati su tutte le ruote. Sospensioni anteriori a ruote indipendenti e posteriori a semiasse oscillante, barre di torsione anteriori e posteriori, ammortizzatori idraulici telescopici sulle quattro ruote. <cerchi in lega leggera con pneumatici 165VR15 anteriori e 185/70VR15 posteriori. Passo 2270mm, lunghezza 4100mm, larghezza 1650mm, altezza 1320mm, peso 1070 kg (versione T, circa 970 versione S, mi manca il dato della versione R). Velocità 240 km/h, accelerazione 0/100 km/h in 5,9 sec (dati riferiti alla versione S). Al momento del lancio il prezzo era di 33.000 marchi tedeschi.

La leggenda di un marchio automobilistico cresce sulle orme di alcuni suoi modelli-mito.
Nel 1972 Porsche presenta la versione corsaiola della sua creatura più longeva, la 911 Carrera RS, destinata in un lampo a divenire un mito nella leggenda.
Nasce con l'intenzione di produrre 500 esemplari di un modello che funga da base per l'omologazione di una vettura competitiva per le gare di Gruppo4.
La base sulla quale lavorano i tecnici di Stoccarda è la versione Coupè 2.4 S alla quale, come consuetudine tipicamente porschista, con pochi (apparenti) ma azzeccati interventi in breve prende vita una vettura del tutto diversa, capostipite di una serie di 911 da gara che assommeranno un numero di vittorie impressionanti sui circuiti di tutto il mondo.
Viene adottato un motore di 2.7 litri la cui caratteristica peculiare è il neonato trattamento delle canne cilindri in Nikasil; questo permette attriti minori con conseguente minor dispersione di potenza e più basse temperature d'esercizio. L'alleggerimento generale viene raggiunto con l'adozione di parti più sottili - portiere e cofano anteriore (non per tutti i modelli) – paraurti in vetroresina (di serie o a richiesta) e dal cofano motore in vetroresina che incorpora il caratteristico alettone a coda d'anatra. Nuovi, e divenuti poi famosi, i cerchi Fuchs, che richiedono un allargamento dei parafanghi posteriore per essere debitamente alloggiati.
Sulla fiancata, alla base delle portiere, una decal con la scritta Carrera in tinta con il colore dei cerchi caratterizza il modello (di serie o a richiesta).
Le versioni proposte sono tre: T (Touring), che presenta interni molto simili alla versione base e offre la possibilità di avere vetri elettrici e tetto apribile; S (Sport), versione con interni semplificati senza essere privo di confort; R (Rennen, cioè Corsa), versione pronta gare che adotta un motore portato a 2.8 litri con 300 cv e allestimento ridotto all'osso.
Il successo di questo modello è talmente prorompente che le previsioni sono ampiamente superate e permettono alla Porsche di omologare la vettura anche per le gare di Gruppo3.
Nel 1974, anche a causa di fattori legati alle omologazioni richieste dal mercato USA, la gamma Porsche viene rivista e la Carrera RS cambia aspetto e adotta un motore di 3 litri: verrà prodotta in un numero limitatissimo di esemplari, 50 dei quali, nella versione RSR, sono oggi rarissimi, ma non riuscirà ad entrare nell'anima dei porschisti come la sua progenitrice 2.7.


Il Modello

Modello: Porsche 911 Carrera RS
Marca: Ebbro (Giappone)
Materiale: Metallo e plastica
Numero di catalogo: 24011
Anno di inizio produzione: 2003
Pezzi prodotti: ancora disponibile
Aperture: 4 + ruote sterzanti
Prezzo Medio di mercato: € 85-100
Prezzo di acquisto: € 40 presso negozio on-line approfittando di vendita speciale scontata


Esterno: l'aspetto generale è decisamente appagante; lascio volutamente ai pignoli la verifica delle misure decimali perchè questo modello restituisce all'occhio di chi guarda esattamente le forme e le sensazioni dell'auto reale, e questo è per me ciò che conta davvero.
Scendendo nello specifico si può notare in primo luogo l'ottima stesura della verniciatura, assolutamente priva di quell'effetto “caramella” così fastidioso in molte realizzazioni attuali. La vernice è omogenea senza mancanze neanche nelle parti interne o nascoste, tipiche di realizzazioni economiche o “giocattolose”. Non risulta particolarmente lucida e secondo me è giusto così.
Tutte le parti che compongono la scocca sono in metallo, paraurti compresi, privi di sbavature d'ogni sorta, con accoppiamenti precisi e allineamenti delle parti apribili perfetti. Le portiere si aprono a scatto servite da molle che simulano egregiamente il funzionamento reale pur non copiandolo fedelmente nel meccanismo. I cofani si sollevano tramite semplici cerniere “modellistiche” e mantengono la loro posizione di apertura senza alcun problema.
Sollevato il cofano anteriore troviamo, realizzati con estrema pulizia, i componenti principali del vano: ruota di scorta, serbatoio carburante con relativa tubazione diretta allo sportellino di rifornimento, blocco aerazione, serbatoio liquido freni e due batterie (si evince da questo che il modello voglia riprodurre la versione T, la Touring, la più “cittadina”, ipotesi avvalorata anche dalle decals “Carrera”, di serie su questa versione, e dagli interni in vellutino, che vedremo in seguito.
Sulla battuta di chiusura del cofano è riportata l'impronta della “toppa” di chiusura, una targhetta identificativa e un tappo, il quale mi sfugge a quale recipiente faccia da chiusura (forse il liquido tergivetro)
Aprendo il cofano motore che, a differenza dell'anteriore e delle portiere, non necessita dell'attrezzo in dotazione per facilitarne l'operazione grazie alla presenza della “coda d'anatra” sulla quale far presa, si scorge il cuore dell'auto, e del modello: in verità, così come nella realtà, il tutto è piuttosto buio, un blocco scuro infilato in un angusto spazio dal quale svetta una enorme ventola argentata in primo piano che fa venire voglia ... di asciugarsi i capelli!! Lo vedremo meglio in seguito.
Sulla battuta di chiusura, anche qui come per l'anteriore, troviamo l'impronta della “toppa” di chiusura ed una serie di targhette identificative ed informative.
Su tutte le parti apribili è possibile operare per mezzo di un attrezzo apposito, in plastica, fornito nella confezione, che permette di intervenire evitando possibili danni alla vernice o ai particolari più delicati.
Ben realizzate le cornici dei cristalli, la cromatura è ottima e dello spessore giusto; per i cristalli fissi è riportata anche la parte nera che simula la guarnizione. Una nota particolare per i cristalli delle portiere: non son riuscito a capire se le cromature sono parti riportate o piuttosto siano parte integrante dello stampo del cristallo, cromata in un secondo tempo – a me sembra di poter dire che sia stato fatta questa seconda operazione. Di sicuro non ci sono parti in fotoincisione.
Così come non sono di fotoincisione i tergicristallo, semplicemente in plastica, ben realizzati anche se probabilmente un po' sottotono rispetto al resto del modello insieme alla griglia del cofano motore, anch'essa in plastica e ben realizzata, ma “cieca” (e qui una bella griglia fotoincisa farebbe la differenza).
Le luci posteriori sono correttamente replicate e hanno anche il contorno scuro della guarnizione che invece, stranamente, non compare sulle luci di posizione anteriori, peraltro ben fatte e ben accoppiate alle feritoie che hanno però lo stesso “difetto” della griglia di cui sopra, sono “cieche”.
I fari sono un piccolo capolavoro, a partire dall'ottima cornice cromata fino all'eccellente disegno del cristallo: manca davvero solo il gruppo luci interno per essere perfetto!!
Le scritte Carrera sulle fiancate e sul cofano motore sono tampografate, di ottima fattura e precisione; il logo Porsche sul cofano anteriore è 3D, probabilmente in plastica con decal, o magari in fotoincisione tampografata (non so), mentre la scritta 2.7 sul cofano motore è una targhetta riportata in plastica.
Il vano targa è privo della medesima ma riporta fedelmente la nervatura della lamiera come l'originale. Manigle e specchietto retrovisore sono in plastica cromata, ottimamente realizzati ma senza essere dei pezzi da ricordare: sono tra l'altro assenti le “guarnizioni”.
In questo modello è presente un lieve difetto di stampo sul montante del lunotto in prossimità delle feritoie di espulsione aria dall'abitacolo.





Interno: i porschisti so che dissentiranno ma la mia affermazione non vuole essere irriguardosa, solo obiettiva; non si può dire che gli interni della 911, così come la maggior parte delle vetture teutoniche, siano una gioia … è una sinfonia di nero e di ciò che occorre, nulla di più.
Non è facile riprodurre un interno così essenziale, freddo direi, però devo dire che Ebbro sembra essersi calata talmente bene nella parte da aver addirittura superato il maestro: in questi interni c'è ben poco, purtroppo. Voglio esser chiaro: c'è tutto, o quasi, quel che ci deve essere, a cominciare da un completo cruscotto con i relativi, caratteristici, cinque elementi Porsche con decals applicate, sedili correttamente formati, strapuntini posteriori, leva del cambio, pedaliera correttamente riprodotta, volante, specchietto, alette parasole e pannelli delle portiere. Il tutto però è stampato in plastica di qualità media, seppur priva di sbavature e montata con accoppiamenti pregevoli. Se a ciò si aggiunge la monocromia nera e la mancanza di qualunque parte mobile (sedili reclinabili, alette parasole e volante tanto per dire) oltre alla mancanza del logo Porsche sul volante e delle cinture di sicurezza (anche se non son sicuro che fossero montate di serie) si capisce perchè si rischia di restare un poco delusi. Pochi particolari che avrebbero reso meno funereo e più “giocoso” un interno poco “Gardalandiano” di natura. L'unica concessione, peraltro dettata da un fattore realistico, è la presenza del vellutino, guarda caso nero, come rivestimento della pavimentazione, che denota comunque attenzione rispetto all'essere fedele all'originale.





Meccanica: questa voce dovrebbe riguardare ciò che concerne il gruppo motore-cambio e sospensioni-ruote ma dato che nel presente modello v'è una particolarità che interessa proprio tutto il gruppo posteriore (motore-cambio-sospensioni) vi rimando alla voce relativa (Particolarità) per saperne di più.
Trattiamo invece, brevemente, cerchi e pneumatici: quest'ultimi sono in gomma morbida con battistrada scolpito, non so quanto fedelmente riprodotto ma mi interessa relativamente considerato comunque che il disegno è quantomeno “credibile”; non ci sono scritte sui fianchi degli pneumatici che risultano essere correttamente di misura diversificata tra l'asse anteriore e il posteriore..
I cerchi, i famosi Fuchs, sono riprodotti in modo esemplare; sono, insieme ai fari, tra gli elementi migliori di questo modello: sono composti in realtà di tre parti assemblate, due cromate che compongono il cerchio e una terza rossa, interposta, che realizza il “petalo” a cinque razze; geniale e realizzato in maniera splendida. Sulla corona esterna del cerchio è presente la valvola di gonfiaggio. Sull'asse sono montati i freni a disco con pinze, che però non sono solidali al cerchio.





Fondo: il fondoscocca si presenta … come un fondoscocca! Ovviamente, dato il modello riprodotto, è ben evidente il gruppo posteriore motopropulsore ma si distinguono bene anche i gruppi sospensione posteriore, completo di barra stabilizzatrice, e sospensione anteriore. All'anteriore è presente anche il sistema di sterzatura delle ruote (non collegato al volante) e nel vano parafango sinistro le trombe bitonali. Le sospensioni con relativi ammortizzatori non sono funzionanti.
Nel fondo non ci sono antiestetici fori per viti di ancoraggio a basette di scatola né scritte di alcun tipo così da mantenere una pulizia esemplare: per questo dispiace che risultino scoperte le viti di smontaggio del modello, peccato.
Particolare il fatto che il fondo sia in materiale plastico, anche se si spiega col fatto che in effetti questo sia in realtà una sorta di telaio vero e proprio che ospita la “vasca” degli interni e il telaietto posteriore estraibile, sagomato in modo che probabilmente sarebbe stato troppo oneroso “colarlo” in diecast. Il colore è il medesimo della carrozzeria e sorprende, data la differenza di materiali, la perfetta uguaglianza cromatica, tanto che si scopre la diversità solo toccando le parti.




Particolarità: questo modello ha una particolare possibilità, una “chicca” si direbbe in certi ambienti a noi conosciuti, che non cambia il livello di valutazione generale della realizzazione ma permette comunque di gustare al meglio uno dei suoi elementi distintivi. Capovolgendo il modello e svitando quattro viti si ha la possibilità di separare il telaietto posteriore che comprende motore, cambio e gruppo sospensione: questo ci permette di poter osservare da vicino e da ogni angolazione questo elemento, ed il motore in particolare che quando è montato risulta, come nella realtà, piuttosto difficile da osservare. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una realizzazione di livello interessante: gli elementi più importanti della meccanica ci sono tutti, cavi candele e tubazioni comprese e il pezzo forte è, giustamente, la ventola di raffreddamento (non cercate radiatori acqua, mi raccomando!!); tutto è reso in modo professionale, essenziale, teutonico direi, magari non si griderà al miracolo ma non si potrà neanche fare chissà quali critiche. Lo scarico è “aperto” e nero all'interno per un buon effetto reale. Unico appunto che mi sento di avanzare riguarda la colorazione del gruppo trasmissione e del gruppo scarichi che ritengo troppo “elementare”. Anche qui troviamo targhette informative. Come sempre montaggio e accoppiamenti sono tipicamente giapponesi.
Il blocco separato dalla scocca si può esporre separato dal modello: nella confezione si trovano due coni che si inseriscono in due appositi fori del fondino e servono a sostenere la scocca nella parte posteriore, una volta privata del gruppo estratto; quest'ultimo si posiziona in un apposito supporto a “T”.




La Scatola:è una scatola come tante altre, meglio di altre, meno meglio di altre, insomma normale se per normale si intende una scatola come questa che abbia un minimo di rispetto per il modello che contiene e per colui che spende per acquistarlo.
Il contenitore vero e proprio del modello è una scatola in polistirolo, "bivalve", con vano preformato interno per posizionare il modello in un solo verso (sopra-sotto e avanti-dietro) in mdo che sia ben stabile; sulla parte esterna è ricavato un vano, dal quale si accede asportando un coperchio di polistirolo, nel quale sono alloggiati gli accessori: 2 coni reggiscocca, un supporto motore, un attrezzo per facilitare l'apertura di cofani e portiere. Il box è contenuto in una scatola di cartone stampato a colori con immagini del modello e info varie della casa produttrice. All'interno della scatola si trova una lettera della Ebbro, tipo raccomandata aperta, con all'interno una cartolina stampata su due facce con immagini del modello e un foglio A4 (pieghevole) stampato in b/n con le istruzioni d'uso del modello (aperture, sterzatura, smontaggio gruppo posteriore). Tutti i testi sono in giapponese.




Conclusioni: se vi sembra bella ... compratela! cheers-Saluti-Evviva





_________________
obsoleto: (agg.) - nato entro l'anno del festival di Woodstock
alcuni pospongono la data di 15 anni ma confondono Wood...stock69 (festival della musica) con Stock84 (festival del superalcolico)!!
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